Venerdì 13 Dicembre 2013

ARLECCHINO DEUCALIONE
di MICHELE MONETTA


Riscrittura Scenica In Chiave Di Teatro Contemporaneo Da “Arlequin Deucalion” Di Alexis Piron

Con Anna Maria De Luca, Luca Maria Michienzi, Pierpaolo Bonaccurso, Josephine Carioti, Lucia Cristofaro, Fabio Tropea

Costumi Michele Monetta

Scene AnnaMaria De Luca

Disegno luci Gianni Grasso

Linguaggio musicale Fabio Tropea

Una produzione della Compagnia Teatro del Carro nell’ambito del programma della Residenza Teatrale Migramenti

Regia MICHELE MONETTA


Il testo ispirato al mito greco di Deucalione (figlio di Prometeo) è tratto da un’opera teatrale del ‘700 scritta per un teatro di “fiera” all’aperto.


Il mondo è stato colpito da un grande diluvio. Tra le onde del mare in tempesta, tra fulmini e pioggia, aggrappato ad un barile, l’unico superstite dell’umanità è Arlecchino. Allo stremo delle forze, dopo aver pregato e scongiurato il dio Nettuno a gran voce di risparmiarlo Arlecchino riesce a sopravvivere miracolosamente al cataclisma. Egli resiste tra le fredde e gigantesche onde per essere infine gettato dal mare su una piazza deserta piena solo di sabbia, calcinacci e detriti.


Euforico Arlecchino si autoproclama subito re del mondo intero, ma poi si rende conto di essere rimasto solo. Nella disperata esigenza di incontrare un essere vivente si avventura nella boscaglia circostante. Con affanno e spavento incontra Themis la divinità greca della Giustizia. Themis gli rivela la maniera di ripopolare la Terra ma usa un’ambigua e misteriosa formula che il povero Arlecchino non riesce a decifrare, perché la figura parla una lingua arcaica e misteriosa, nonché complessa nei concetti.


Solo l’apparizione di uno spirito totalmente folle chiamato Polichinelle-Momus gli svelerà l’oracolo.


In innumerevoli narrazioni dell’antichità l’elemento sconvolgente del diluvio ha sempre rappresentato l’accadimento rigenerante dell’intera umanità, oltre ad essere un passaggio traumatico che invita a una concreta e profonda riflessione sulle proprie ragioni di vita.