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Anidride Carbonica

Riscrittura scenica del mito di Antigone

 

Produzione Scena Nuda

Drammaturgia Mauro Santopietro

Regia Filippo Gessi

Con Teresa Timpano e Filippo Gessi

 

 

Si può essere liberi senza rimanere soli?

Gli ideali di un individuo possono coesistere con gli interessi di una collettività?

Antigone rinuncia a tutto ciò che ha di più prezioso: la sua vita, l’amore, la maternità.

Si sacrifica per non lasciare come eredità a chi verrà dopo il carico di questa memoria.

Antigone è l’anello di congiunzione tra ciò che è stato e ciò che sarà.

Come un messia, un super eroe che è apparso, ha parlato e agito tra di noi, non può più tornare. Non avrebbe nient’altro da dire, se non le stesse cose.

In un luogo postumo, si muove tra la sfera privata, quella pubblica e quella personale, col proprio io intimo, si rivolge continuamente a un Dio; o a se stessa?

Ripercorre il ricordo, seguito dall’abbandono, fino a prendere la decisione.

Segue l’oblio, la perdita di memoria. Ora l’iniziativa è in mano a una collettività; E noi ?

I nostri modelli sono tutti morti. Forse abbiamo bisogno di ucciderli.

Passivi e disimpegnati restiamo fermi. Antigone, per un attimo, torna, sembra volersi ricongiungere con tutti noi, ricollegare la memoria. Il sacrificio.

Ma non ci si comprendere, non si riesce a comunicare.


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